Campagna Cane Guida Blindsight Project

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BISOGNI DEL CANE GUIDA E DEL PROPRIETARIO

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Un cane guida costa tantissimo, perché a lui deve arrivare il cibo migliore (quasi 50 euro un pacco da 15 kg), cure continue - dalle cure igienico/"estetiche" alle cure vere e proprie dal veterinario (che solitamente non concede sconti, a volte dimostra più attenzione ma è già qualcosa). Personalmente sono fortunata perché Artu è curato da un bravissimo veterinario, che presta attenzione quindi a tutti i cani e non solo a quelli da lavoro come Artu, però sulla mia pensione di cieca civile incide molto anche quest'altra spesa, non detraibile nel mio caso di persona priva di reddito.Ci sono detrazioni per i possessori di cani guida ma non più di 516,46 euro l'anno e solo per chi fa dichiarazione dei redditi (cioè se ha qualcosa da dichiarare, non è il mio caso, quindi pago tutto io) LEGGI QUI, l'ideale sarebbe che il cane guida fosse riconosciuto finalmente come ausilio
a tutti gli effetti e proprio chi non ha nulla da dichiarare potesse avere qualche agevolazione, almeno "qualche"... invece niente. Devo sacrificare molti miei bisogni per dare ad Artu il necessario, per poter fare in modo che sia un cane sano, per sé stesso e per tutti gli altri, visto che il cane guida può entrare ovunque per legge .
Ricordo poi che i cani guida per ciechi (o non vedenti, come preferite) sono esonerati da quanto obbliga la legge ai rispettivi proprietari sul raccoglimento delle feci in terra, comunque è sempre bene insegnare ai propri cani, guida e non, a fare i loro bisogni in luoghi canonici tipo alberi o aiuole autorizzate. Il mio lo fa e ne sono orgogliosa, magari scoppia ma non la fa mai su un marciapiede. Il video l'ho girato stamattina: mi tirava ed ho capito che cercava qualcosa, infatti dopo essersi girato un po' intorno, ha individuato un albero e l'ha fatta. Colgo l'occasione per dire che qui al mare dove abito, essendo un posto dove non c'è la folla su un marciapiede, raramente uso la manopola e mi limito a tenere il guinzaglio lungo in una mano e la parte corta attaccata al collo nell'altra, in modo da essergli sempre vicino per poterlo sentire mentre lavora (vari segnali, dalla sosta per gradino allo scansarmi per non farmi sbattere su un palo, ecc.), quindi una vera pacchia per entrambi perché la manopola a volte mi da fastidio quando ci sediamo da qualche parte, poi gli pesa pure un po'. Vi invito a diffondere la nostra campagna "L'Italia non è un paese di cacca", della quale trovate il banner qui di lato, almeno,
riguardo a queste piccole cose, potremo dire che non siamo in un paese di cacca ...

1 commenti:

  1. per chi non vede: nel video niente di che, c'è artu che fa la pipì attaccato ad un albero sul lungomare

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