Campagna Cane Guida Blindsight Project

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IL CANE GUIDA NON E' UN CANE TRISTE


In molti pensano e vedono un cane guida come una vittima, un animale che noi ciechi abbiamo relegato al lavoro, al sacrificio e alla noia di una vita fatta di sole responsabilità. Un cane che non gioca, che non può fare altro che lavorare. Non è così! Vorrei togliere molti dubbi, vorrei che chi legge qui capisca quanto sia importante per un cane far felice il proprio padrone, ovvio che mi riferisco a cani che non sono stati viziati, ma rispettati e amati per ciò che sono: cani e non bambini.
So qual'è la differenza tra un figlio (o bambino) e un cane, so qual'è la differenza tra un cane viziato e un cane cresciuto nel pieno rispetto dei suoi istinti e bisogni, della sua natura. A un cane che si addestra per lavoro non viene tolto nulla, non viene dato qualcosa in più né ci si comporta con esso come se fosse un umano, anche se quando lavora è più bravo, attento, responsabile e professionale di un neurochirurgo.
Tanti mi chiedono: "Ma non gioca mai?", rispondo "Sempre!", perché anche quando lavora il mio cane guida ha imparato a farlo come se fosse un gioco, certo un gioco che richiede molta attenzione e concentrazione, ma è così che lui vuole lavorare. Il mio cane ad esempio ha un carattere, il cane di Miki, Selva, ne ha un altro, e così via (anche se li accomuna una sorta di bulimia per come mangerebbero sempre). Artu, nel caso del mio cane, è un cane che non riesce a non giocare, ma il suo gioco consiste nel farmi vincere quando mi sente felice oppure mi fa perdere quando mi sente in pericolo. Spiego: vinco quando decido di voler camminare con le mani libere, per riassaporare una camminata così, quindi metto il lungo guinzaglio a tracolla, cioè mi ci metto dentro e lui cammina accanto a me, sempre controllandomi naturalmente, spingendomi se serve da un'altra parte, ma è felice perché mi sente felice, ovviamente questo solo su una spiaggia deserta (purtroppo). Perdo quando siamo in strada, lì comanda il gioco lui ed io posso solo "comandare" le mete, il passo - a volte manco questo - perché lui vede in pericolo, spesso per entrambi. Ma è un gioco per lui non una sofferenza, come in troppi pensano. E' importante poi che si capisca che un cane non soffre se sta al guinzaglio, per Artu stare senza sarebbe una sofferenza, perché per lui quella fune è un cordone che lo aiuta a sentirmi, a controllarmi, senza un guinzaglio si sente perso, mi si attacca alle gambe, mi ferma, non mi fa camminare, ovviamente fuori casa mentre quando siamo in casa è libero. Passa ore su sulla sua cuccia imperiale, un divano intero, ai piedi del mio letto, di tanto in tanto viene a guardare che faccio, naturalmente se lavoro seduta nello studio, sennò è un'ombra, mi segue ovunque.
Avevo già scritto tempo fa della mia realtà con Artu, LEGGI QUI.
Perché la realtà a me arriva da un cane, l'unico che senza farsi tanti problemi mi "racconta", oltre a proteggermi, quello che c'è intorno a me da quando non vedo più. Concludendo: a parte il gioco del suo lavoro, un cane guida gioca come tutti gli altri, l'importante e che gli altri sappiano giocare, sennò è un cane che ha imparato tante cose, sia degli umani che dei suoi simili.
Un consiglio a tutti gli amanti dei cani: cercate di non viziare i vostri cani, perché li rendete creature incomprensibili anche per i loro simili. Dedicate le vostre attenzioni, quelle superflue per un cane, ad un bambino che non ne ha: ci guadagneremo tutti, cani per primi.

Nell'immagine: Artu che gioca con la sua copertina sulla sua cuccia imperiale (ci fa le lotte perché non ama le coperte..) in una foto fatta da me.

5 commenti:

  1. Questa è una robusta tiratina d'orecchi virtuale anche per me, che ho azzardato una critica sulla ipotetica costrizione di un cane che non puo' giocare e fare il bagno, contrariamente al mio viziato compagno di giochi, male educato da un maleducato padrone..

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  2. Ma no Paolo, tu almeno ti sei espresso con modi carini, sapessi quante ne devo sentire invece.
    Mi rivolgevo a tutti quelli che vestono i propri cani, li addobbano per un circo, spendono miliardi per cavolate, sfogano le loro fobie su animali che vengono rovinati e basta... non vado oltre.. se penso a quanti bambini non hanno un paio di scarpe o un panino!!
    Volevo far capire che Artu è contento di vivere alla grande, se la guadagna quella ciotola, un po' come un operaio quando si compra a rate qualcosa: la soddisfazione che avrà non ha paragoni con un ricco e viziato figlio di papà abituato ad avere tutto.
    La vita Paolo è una conquista, per tutti gli essere viventi, se non è così non la si comprende, ciao buon weekend

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  3. salve, ho linkato questo blog perchè ho scritto un pezzo sui cani guida/assistenza :) nel nostro.
    Complimenti per fare informazione e mi scarico subito la locandina della campagna ;)

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  4. Non ho mai pensato che un cane guida fosse un cane triste! conoscendo i cani so che far felice il loro amico umano li fa felici. Forse corrono meno di altri cani ma non sono trattati come giocattoli; credo che siano più rispettati nella loro dignità
    marina, una passante

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  5. eppure la frase più frequente, al mio passaggio con artu è: poverino! l'unica "poverina" semmai sono io che pago cifre inquietanti per farlo star bene, dal mangime imperiale, alle cure ecc. tutto a spese mie, perché il rimborso (minimo) ce l'hanno solo coloro che hanno un reddito, io invece, siccome ho solo la pensione da cieca, no.

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