Campagna Cane Guida Blindsight Project

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IL CANE GUIDA: UNA MARCIA IN PIU'

Una marcia in più: Non vedente, lo aspetta dal mese di marzo
Un animale addestrato è un po´ come l´automobile per chi ci vede Se ce l´hai vai più lontano e riesci a fare molte cose in più.
Lavora come centralinista, esce da sola e prende i mezzi pubblici "Ma se avessi un aiuto per muovermi la mia vita sarebbe più facile"
di Luca De Vito

MILANO. Si sposta a piccoli passi, con fatica. Movimenti che scandiscono la sua esistenza a ritmi infinitamente più lenti di quelli della Milano che la circonda. I ritmi di chi non può vedere e deve lottare tutti i giorni contro gli ostacoli di una metropoli. «La mia vita con un cane guida sarebbe molto più semplice, ma prima di un anno e mezzo non potrò averlo».
Lucilla Savani ha 45 anni, lavora come centralinista presso il Comune di Cinisello Balsamo ed è cieca dalla nascita. «Atrofia bilaterale dei nervi ottici», dissero i dottori, e da quel giorno iniziò la sua quotidiana battaglia nel buio. Dall´inizio di quest´anno, quando è morto suo marito, i problemi sono però aumentati e Lucilla si è ritrovata a vivere da sola in un appartamento di viale Monte Ceneri. «Prima avevo da diversi anni un cane guida, che si chiamava Linda e che avevo preso dalla scuola di addestramento di Limbiate il 5 aprile del 2002». Lucilla ricorda le date con la precisione infallibile di chi compensa la cecità con l´acutezza della memoria. «Allora la mia esistenza quotidiana era diversa e potevo uscire molto di più. Purtroppo quando mio marito si è ammalato del male che poi lo avrebbe portato alla morte, per assistere lui ho dovuto trascurare il cane. Lei cosa avrebbe fatto al mio posto?». Probabilmente questa mancanza di attenzioni ha finito per rendere Linda, che come tutti cani guida sviluppano un intensissimo rapporto con i padroni, un animale inaffidabile. «E l´11 marzo di quest´anno ho dovuto riportarla alla scuola». Dopo la riconsegna, la brutta sorpresa: non potrà avere un altro cane prima di un anno e mezzo, perché la lista d´attesa a Limbiate è lunghissima.
Per adesso Lucilla riesce ad avere una certa autonomia, ma ha dovuto restringere drasticamente il suo raggio d´azione e il numero delle attività che le sue condizioni le consentono di svolgere. «Vado a lavoro con i mezzi e a faccio la spesa da sola, ma con il cane riuscivo a farmi delle passeggiate che adesso non posso più fare». Nella penombra della cucina, stringe tra le mani la cima ricurva del suo bastone, sul volto un sorriso amaro: «Il cane guida per un cieco è come l´automobile per un vedente. Con lui vai lontano e puoi fare un sacco di cose».
Dalla Scuola di Limbiate, gestita dai Lions, fanno però sapere che si tratta di tempi di attesa purtroppo normali: «Abbiamo una lista di circa 90 persone - spiega Piero Di Giorgio, presidente della scuola - e tutte attendono il proprio turno per avere il loro cane. Noi disponiamo di sei istruttori, ciascuno dei quali è in grado di addestrare otto cani in un anno. Considerato che per la preparazione di ciascun animale servono circa cinque mesi, ci si rende conto che non siamo in grado di consegnarne più di cinquanta cani in un anno». Quella di Limbiate è una delle più rinomate e conosciute scuole del mondo e dal 1959 ad oggi ha addestrato e consegnato 1700 tra labrador, golden retriever e pastori tedeschi. Gratuitamente. «Noi andiamo avanti per il 50 per cento con il contributo dei Lions e per il resto con donazioni. Se avessimo qualche addestratore in più potremmo accorciare i tempi d´attesa, il problema è che attualmente non se ne trovano».

***
Gli addestratori.
Quattro scuole in tutta Italia e troppe richieste di aiuto
In Italia ci sono solamente quattro scuole specializzate nell´addestramento dei cani guida per non vedenti: quella di Limbiate, quella di Scandicci a Firenze, la Helen Keller di Messina e la scuola di Padova. Le due ad alto livello sono quella di Limbiate e quella toscana, dove si arriva ad addestrare fino a cinquanta cani l´anno. Lunghi dappertutto i tempi di attesa: a Scandicci si aspettano dai sei ai dieci mesi, a Messina cinque o sei mesi, a Padova e Limbiate un anno e mezzo.

fonte: La Repubblica del 16-07-2008


1 commenti:

  1. Perché non creare scuole che formino addestratori? Formati questi le scuole per cani guida forse avrebbero meno problemi, soprattutto sarebbero più numerose e si creerebbero molti nuovi posti di lavoro.
    i giovani amano i cani e hanno bisogno di lavorare, natura e animali rappresentano per me un'enorme risorsa per molti, disabili compresi, perchè anche i ciechi potrebbero diventare addestratori, chissà potrebbe essere un'alternativa al centralino, o no?

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