Campagna Cane Guida Blindsight Project

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LE SCUOLE DI ADDESTRAMENTO, LE LACUNE, LE MIE PROPOSTE

Le scuole, o centri specializzati per addestramento di cani guida per non vedenti (ciechi), in Italia scarseggiano. Si pensi che c'è una sola scuola nazionale, cioè con il compito ufficiale di assegnare cani guida addestrati ai disabili visivi (di solito sempre ciechi, ma esistono anche gli ipovedenti, ai quali un cane guida è ugualmente di grande aiuto), e questa scuola è a Firenze, solo che da informazioni svariate: a me dissero che non potevano addestrarmi il cane di proprietà, in quanto non contemplato nel loro regolamento che prevede invece l'assegnazione di cani loro, ma pare invece che ad altri abbiano risposto diversamente, forse per il solito motivo che è riconducibile ad una piaga tipicamente italiana: la raccomandazione.
Poi c'è la seconda scuola,
ma credo prima per assegnazione di cani, che non è nazionale ed è sostenuta dai Lions; questa addestra anche, sempre pare, cani di proprietà, ovviamente se loro decidono che il cane può essere idoneo alla guida: a me risposero che avrei dovuto lasciare il mio Artu da loro prima in prova, quindi almeno un mese, poi se ritenuto idoneo, tutto il tempo necessario ad essere "addestrato". Mi rifiutai, perchè come già spiegato, per me era fondamentale invece non staccarmi dall'unica creatura che mi permetteva di capire dov'ero, in quanto perdere la vista da adulti non consente distacchi, né ci si ritrova con molta gente intorno disponibile a fare quanto faceva e fa ancora Artu per me.
A questo proposito vorrei consigliare la possibilità di un addestratore a domicilio, perchè il cane dovrebbe guidare un cieco nella sua zona e non in un centro o campo attrezzato, comunque il centro di cui sopra è a Milano ed io ero ancora a Roma.
Nella mia città venni a conoscenza, tengo a precisare per caso, nonostante chiedessi ripetutamente informazioni all'unica organizzazione che è pagata da tutti per darne, cioè navigando in rete scoprìi che c'erano scuole di addestramento per cani in generale, quindi chiesi a loro dove potevo rivolgermi per fare addestrare il mio che, nel frattempo e come già un po' scritto precedentemente, crescendo imparava e mi insegnava tante cose da solo.
Mi fu segnalato un centro nella mia città che non ho mai capito bene perchè mi fece i test di prassi, a detta loro superati benissimo, mi promise di aiutarmi, poi però il tutto veniva rimandato e, nonostante sollecitassi negli anni, mi veniva sempre risposto "domani", quindi non intendo parlare di chi prende così tanto tempo, con la speranza che, trattandosi di persone seriamente preparate all'addestramento di cani per ciechi, forse i migliori, possano invece comportarsi diversamente con tanti altri. E qui chiudo.
Altre scuole? Una al sud ed un'altra al nord oltre quelle già citate, che sinceramente conosco poco e non mi pronuncio, posso solo dire che finora per le poche elencate, i disabili visivi in attesa di un cane sono aumentati, così come aumentano le nascite di ciechi e la perdita della vista per incidente stradale o malattie.
concludo il brevissimo elenco di scuole per cani guida con l'attesa biblica per un centro a Campagnano, nei pressi di Roma, da parte della seconda associazione italiana per noi ciechi che, non si sa perchè non realizzi questo benedetto centro. Ovvio che la risposta è sempre la stessa: mancano i fondi, che però non arriveranno mai se, qualcuno prima di loro, ha sperperato quanto già stanziato per questo centro. Mi rendo conto delle difficoltà che si ereditano da un'associazione così grande ma malgestita veramente, però è anche vero che un anno, due anni, e via dicendo, avrebbero dovuto portare questa associazione a fare passi diversi, con un impegno volto alla diffusione di questa loro iniziativa, mentre il tutto rimane notizia per pochi del settore. Dimenticavo che sempre nei pressi di Roma, c'è un centro di addestramento cani per disabili, che quando lo contattai mi risposero che non addestravano cani di proprietà ma che addestravano cani per ciechi: è a Bracciano ed ora non dicono più, come una volta, di addestrare cani guida per non vedenti, ma hanno cambiato le voci con "disabili".
Insomma rimane il fatto che di fronte a milioni di disabili visivi italiani, non solo scarseggiano le scuole adatte, ma anche le informazioni che di solito portano anche a ricevere qualche sostegno. Questo mi fa pensare che, sempre la grande e prima organizzazione italiana di categoria, ha forse svolto una politica nei nostri confronti (parlo in generale, ma me esclusa ovviamente e pochi altri che per fortuna non le hanno dato retta), sbagliata riguardo all'autonomia, fatta intendere solamente con l'unico ausilio dell'accompagno umano.
Il cane guida andava negli ultimi anni, intendo almeno gli ultimi 15, diffuso e fatto conoscere come un ausilio importantissimo, di grande autonomia, di compagnia, di grande amicizia. Cose che solleverebbero da tanti impegni molti genitori ad esempio, già pressati dalla mancanza di insegnanti di sostegno nelle scuole, nonché di ausili e di sostegno economico, invece si è parlato poco del cane guida come ausilio per noi ciechi, tanto da ridurre intere generazioni allo stato di paura nei confronti di questo animale, illudendoli di un'autonomia priva di realtà, perchè la più alta percentuale è legata ai propri genitori e con estrema difficoltà riesce a muoversi da sola. A questo proposito è di dovere ricordare che il bastone è un valido ausilio solo in casa o in luoghi chiusi, ma nemmeno, a meno che non se ne realizzi uno totalmente diverso da quelli esistenti. Io l'ho inventato ma non ho soldi per realizzarlo, quindi nell'attesa, non ne parlo più di tanto, posso solo dire che a parer mio, anche con un bastone come quello che ho in mente, il cane è fondamentale per la nostra autonomia.
Ovvio che non è bene generalizzare, quindi rimane sempre il nostro carattere, la nostra personalità da rispettare, perchè diventare o nascere ciechi non deve, anzi non deve più essere il motivo per diventare tutti uguali, come proprio la solita grande organizzazione, che ha un nome comunque e si chiama UIC, ha voluto finora, e queste sono realtà, verificabili da tutte le numerose lamentele di noi ciechi, uniti solo dalla mancanza di tante cose e dalla nostra invisibilità, che nessuno finora ha reso palpabile ai normo, quantomeno con un cane guida, o il giusto riconoscimento delle nostre capacità, chiuse nel 99% dei casi in un centralino, laureati e non, sempre tra coloro che riescono a trovare lavoro.
Mi meraviglio di fronte a tanti fondi che non si sa che fine abbiano fatto, considerando che la realtà dei ciechi italiani è quanto espresso in microscopica parte finora, e mi meraviglio solo per un motivo, nonostante sia abituata a tutto: le battaglie fatte da tanti genitori per far assumere un figlio cieco in un centralino, dopo le innumerevoli difficoltà superate magari per farlo laureare. Ecco mi chiedo perchè non essere uniti contro un sistema a senso unico che è quello che fa dire grazie per un libro parlato, mentre a parlare noi ciechi siamo i più bravi, soprattutto da una radio e non solo in un centralino, e l'informatica ci consente di leggere anche senza chi legge per noi, se solo qualcuno preposto a tutelarci, avesse avanzato queste richieste ad esempio per modificare qualche legge editoriale e sui diritti d'autore che impongono solo i libri di carta.
Forse i genitori sono troppo pressati e impauriti, ma dovrebbero capire che le nuove generazioni non crescono più in istituti come una volta, bensì devono scambiare la propria quotidianità di ore mattutine in una scuola che li vede in mezzo a ragazzi normo, quindi sarebbe quasi ora che si pensasse alla vera autonomia di questi ragazzi, speciali perchè lo sono, è non perchè disabili, in quanto sono convinta che chi nasce cieco non lo sia affatto: ha solo bisogno di sentirsi sé stesso, come tutti gli altri e, anziché un motorino, a 14 anni io da genitore gli darei un cane guida, anche se le leggi vietano l'assegnazione ai minori, secondo me molto più responsabili invece di tanti adulti, normo compresi, e all'altezza di autonomia vera e propria, quella che solo un cane cresciuto e addestrato a stare con loro 24 ore può dare.
Il cane guida da tempo doveva passare nella protesica del nomenclatore delle Asl, anche per avere una spesa minore nel mantenerlo: chissà, quando un giorno, forse, passerà come ausilio, vedremo il prolificarsi di scuole e centri di addestramento per cani guida, come è di solito per ogni cosa che, in un paese come il nostro, comporta lucro.
Io sono contraria al lucro: propongo quindi corsi per addestratori, possibilmente ciechi che, aiutati in minima parte da addestratori vedenti, potranno avere la loro professione, utilissima tra l'altro a molti di noi, senza necessariamente aspettare fondi per la realizzazione di un centro o campo, perchè ricordo che il cieco col cane, si dovrà muovere da solo e fuori da un campo attrezzato, quindi l'addestramento dovrebbe essere domiciliare, consentendo anche al cane di integrarsi in una nuova realtà.
Poi direi di smetterla con la politica dell'addestramento di cani che decide il centro e non addestra cani di proprietà del cieco: un cieco può addestrare anche da solo un cane, bisogna solo aiutarlo, soprattutto a capire che l'autonomia è la cosa principale per cui si sta lavorando, e facendo dimenticare tante paranoie finora inculcate in troppi di noi.
Forse la paura è quella di non poter più decidere a chi assegnare un cane? Lascerei questa ultima opzione come tale, cioè un'opzione, aprendo nuove prospettive di decisione da parte di chi è disabile visivo, e non di qualche associazione di categoria che decide per esso.
Ovvio che sono mie opinioni: la rete è bella per questo, cioè è libera.

5 commenti:

  1. Cara Laura,
    sono assolutamente d’accordo con te quando affermi che il cane guida andrebbe addestrato a domicilio. Sarebbe giusto e opportuno infatti che il cane, fin dal principio prendesse confidenza con i luoghi interni ed esterni che il suo amico cieco frequenta abitualmente.
    Quando ho portato a casa Lenia da Scandicci infatti, mi ci sono voluti altri due mesi perché imparasse a conoscere il territorio nel quale mi muovevo.
    Sono contento tu abbia creato questo blog. Ti confesso che da quando è venuta a mancare la mia Lenia l’argomento cane guida è stato per me quasi soltanto una ferita aperta.
    Oggi, forse grazie al tempo trascorso… e perché no anche a ciò che scrivi, beh, l’idea di un altro compagno/a a quattro zampe non mi è più così estranea.
    Come ti ho già scritto, io col bastone bianco mi muovo bene, forse perché ho iniziato ad utilizzarlo fin da quando avevo sette-otto anni, ma è indubbio che l’autonomia nella mobilità che riesce a darti un cane è decisamente superiore… e se poi ci aggiungiamo anche la compagnia…!
    Abbraccio te e il tuo Artu.

    P. S. Lenia andava pazza per le caramelle al latte!

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  2. artu va pazzo per tutto ciò che è commestibile, inutile dirtelo, spesso anche degli odori!
    vorrei farti una domanda: col bastone vai dove vuoi o dove puoi? cioè ti avventuri anche in zone sconosciute? io non ci riesco solo col bastone, mi sento il vuoto intorno, lo stesso vuoto che avverto da quando ho perso la vista, invece con artu e il bastone riesco ad andare ovunque, e non solo perchè mi sento più sicura, ma perchè il cane colma quel vuoto che erano i miei occhi, ora semichiusi e inutili.
    ma ne parlerò ora meglio nel prossimo post, sia di bastone che di vuoto.
    le ferite aperte possono rimanerlo per sempre filippo, ma almeno spero non sanguini più la tua, almeno ora che stai ritornando all'idea di avere una nuova guida cinofila.
    sai che quando dico ad artu "ma tu sei la più brava guida cinofila" lui fa un casino di feste? gli piace questa definizione si vede più di altre, ciao filippo, a presto, solo laura, perchè artu sta russando mentre scrivo

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  3. Ciao Laura e Filippo ed un saluto mega speciale ad Artù anche da parte della mia Sasha. Io davvero pensando che la loro vita è molto più corta della nostra ancora non mi faccio capace che un giorno la perderò. Mi sento talmente legata a lei che non so se potrei prendere un altro cane guida dopo la sua grande presenza nella mia vita. A volte mi ritrovo a pensare mentre lei gioca o si vuol far coccolare mentre guardo la tv...: "Dio mio, è possibile che un giorno non ci sarai più accanto a me?" e lì mi prende un angoscia che non so descrivere con le parole ma che mi fa sentire vuota e impotente ... Ora torno a sorridere perché lei è nella sua cuccia! Ancora un grosso saluto...Erin

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  4. ciao erin, finalmente anche tu tra noi! non ci pensiamo a quando non ci saranno più, pensiamo invece a quanto sono importanti e quanto sia ricca la vita assieme a loro, che hanno questo compito così importante quale la nostra visione, oltre a darci tanto altro.
    raccontaci di sasha, tu e lei da quanto state insieme? e come si è trovata sasha quando è arrivata da te? altrimenti artu già è divo, facciamo in modo che sia un cast!
    un abbraccio ad entrambe, laura

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  5. Ciao Laura, Sasha è arrivata da me il 31 marzo di due anni fa e le prime settimane sono state le più dure da superare. ricordo che mi fece preoccupare talmente tanto con un comportamento anomalo che chiamai il veterinario il quale mi disse: "Non devi preoccuparti è normale faccia così perché si trova spaesata e deve imparare a conoscere i nuovi luoghi e far amicizia con le persone che ora vede attorno a sé." ... Devo dire che questa affermazione mi fece sentire stupida ma io ero davvero preoccupata perché non dormiva, non mangiava e cosa più grave non faceva neanche i bisognini... ricordo ancora con tenerezza la prima notte passata in camera mia, prima che le facessi un posticino tutto suo in un'altra stanza, durante la notte sentii un peso sul braccio destro. Ero in dormiveglia e non riuscivo a capire perché sentivo quel peso. Quando mi son svegliata e sono andata per toccare cos'era ho toccato la mia cagnolina che dormiva accucciata sul mio braccio...Guarda, non ho mai provato nulla di più tenero in vita mia. Lei però appena accortasi che ero sveglia è saltata giù dal letto e si è rimessa nella sua cuccia come per dire: "Ah! Mi ha scoperto! Meglio tornare lì prima che si arrabbi!"... Ma non sapeva che non mi sarei mai potuta arrabbiare tanta era la commozione che provavo in quel momento. In quei giorni abbiamo fatto tanti giri per la città accompagnate da altre persone che però nel mio caso son state sempre troppo iperprotettive e non mi hanno mai lasciata sola... Le ho insegnato i percorsi che faccio ancora oggi. . . Nel frattempo mi hanno anche assegnato i ragazzi del servizio civile e non sono quasi mai tutta sola ma io mi sento comunque molto più libera e autonoma con Sasha anche con presenza di altre persone e faccio sempre in modo tutti i giorni di ricavare un pezzettino solo per me e lei... Sto per fare un grande passo e cioè quello di prendere casa per conto mio e allora son sicura che la mia autonomia con Sasha sarà completa! Ho letto il post sui disturbi che gli altri cani danno alla nostra guida e sono in completo accordo con ciò che dici e aggiungo anche la mia voce al tuo appello rivolto ai padroni di cani che spesso mi mettono in crisi durante i miei percorsi dandomi proprio le tue stesse sensazioni che hanno sempre un pò il potere di scoraggiarmi e devo raccogliere tutta la mia forza per andare avanti....Una cosa che non smetterà mai di farmi emozionare è vedere la mia Sasha che si ferma al ciglio di un marciapiede o sapere che mi sta facendo evitare tutti gli ostacoli presenti sul mio cammino....Io davvero non so come descrivere ciò che provo in quei momenti e posso solo aggiungere che sono grata a chi mi ha regalato questo splendido dono. Ora devo scappare ma appena posso aggiungerò altre testimonianze magari più particolareggiate...Un grosso saluto anche quì e grazie per aver inserito il mio blog tra i tuoi preferiti. A presto. Erin

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