Campagna Cane Guida Blindsight Project

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LA LIBERTA' IN UN GUINZAGLIO

Non si può spiegare la sensazione di libertà che provo quando metto i piedi sulla spiaggia: non so se è accentuata da quanto mi trasmette Artu, sempre molto felice di stare al mare, ma è una sensazione troppo bella e forte per poterla scrivere brevemente. Posso solo dire qui che mi sento come una donna in catene da anni, finalmente liberata, e penso di aver reso l'idea. Spiego meglio il perchè: essere abituati a camminare senza bastone, vedendo tutto quello che ci circonda, o guidare una moto, che già per sé stessa è sinonimo di libertà, anziché essere guidati, e non poterlo più fare appena si esce da casa, è una cosa tremenda!
Con molta difficoltà ho cercato di adattarmi a questo nuovo modo di camminare,
e si sarà capito che non mi sono mai fermata pur di riuscirci comunque, ma la sensazione di poter mettere il bastone ripiegato appeso al braccio, allungare un guinzaglio che non posso mai lasciare comunque, e camminare verso una massa d'acqua enorme, senza pericoli di bici, auto, pedoni distratti, alberi bonsai o altri ostacoli alti (alti per modo di dire se li prendo in faccia, ma si chiamano così), è la più bella cosa che provo durante una giornata.
E' la mia libertà, difficile da comprendere per chi è vedente o non sa cosa vuol dire aver vissuto in completa autonomia prima di una cecità.
Artu comunque, nonostante allunghi il guinzaglio, non si allontana mai più di tanto, questo deve far ragionare i vedenti alla sua responsabilità, si limita solo a tirarmi un po' più velocemente appena arrivati sulla spiaggia, ma basta come sempre una sgridatina o una tiratina di guinzaglio per farlo rallentare di nuovo. Io lo seguo, sentendo il vento sul viso, ormai trasformato in una sorta di radar, tanto che capisco molte cose.
C'è un fiume, o meglio, la foce di un piccolo fiume sulla spiaggia, e Artu la prima volta ci ha sguazzato per un po', tanto adora l'acqua, come me che però avrei preferito non essere vestita in quel momento. Dopo la prima volta sa bene che mi deve portare fin lì, sulla riva che per me è anche un punto di riferimento per capire dove sto, mi fa capire che vorrebbe sguazzare ma non può, io mi fermo un po' ad ascoltare i suoni dell'acqua che si mixano con quelli del mare, e lui sa bene che mi piace molto farlo, quindi nel frattempo annusa non so cosa, ma lì alla riva del fiume cerca sempre qualcosa, che non fa mai in tempo a trovare, perchè io, per non perdermi nella sinfonia di suoni, gli chiedo "vai sulla strada!", e lui mi porta di nuovo sul marciapiede per fare il giro e di nuovo tornare sulla spiaggia, dall'altra parte del piccolo fiume.
La natura e tutto ciò che è naturale è molto importante per noi disabili sensoriali, solo che non sempre è facile viverla. Ricordo che a Roma abbiamo sofferto moltissimo, perchè nemmeno a Villa Borghese potevamo essere così liberi come lo siamo ora in questo mare. Bisognerebbe sempre ricordarsi che il pericolo maggiore nei parchi, unico spazio nelle grandi città per viversi un po' di pseudo natura, sono proprio i cani, non di certo i nostri cani guida, ma i cani sciolti che molti padroni lasciano scorazzare, convinti di essere in armonia con la natura in un tale gesto, mentre invece scatenano solo tensione nei nostri cani.
E' importante sapere che i cani comunicano tra loro, come del resto riescono a farlo con noi umani, quindi il vero pericolo non sono i cani randagi, abituati a reperirsi il cibo da soli e guardiani di un piccolo pezzettino di territorio da loro conquistato: loro sanno e sentono che Artu è un cane che lavora per un'umana che non vede, come non lo so, ma come lo capì Artu da cucciolo, lo capiscono altri animali. Chi non ha possibilità di capire molte cose tipo queste è il cane che non lavora, che ha pappa ed altro da quando è nato, e comunque ha un padrone che si occupa di lui, quindi non solo non riesce a comunicare con i randagi, ma deconcentra il mio cane guida. Come? Presto detto!
Il mio cane da lontano avverte e mi segnala che c'è un altro cane, ma mi dice anche se è un cane randagio o un cane domestico, in quest'ultimo caso, troppo spesso, è proprio il cane sciolto da un padrone che arriva ad abbaiare, o semplicemente a fare feste inopportune in momenti in cui il cane guida, come già detto prima, ha la nostra vita nelle sue zampe e nei suoi occhi. La conseguenza è che il cane guida all'inizio sta solo teso, distraendosi spesso da quanto invece deve vedere affinchè io non vada a sbattere o mi ritrovi a faccia in terra da un marciapiede, fino ad esporsi se l'altro abbaia o si avvicina troppo. Esporsi significa che si alza alla mia altezza, e spaventa anche me a volte per come ringhia e abbaia, difendendo me a quel punto e non solo il suo lavoro, perchè a parte i giochi e le tenerezze, Artu è anche un cane che se vuole sbrana in un nano secondo chi ci è nemico in quel momento. Quanti padroni di cani capiscono questa cosa? Uno su cento! Anzi spesso mi sento rispondere che siamo esagerati io ed Artu, visto che il loro è un cane "piccolo", o che è "vaccinato" quindi non ho nulla da temere, o meglio ancora: "ma il mio cane voleva solo socializzare", e via dicendo con risposte che mi hanno fatto molto male nei primi anni, ma che non considero proprio più ormai, e rispondo sempre e solamente "si tenga al guinzaglio il suo cane", poi se capiscono bene, altrimenti il tempo per sopravvivere non può essere impiegato in spiegazioni anacronistiche e disumane.
Per me sono scariche di pura adrenalina ogni volta che succede questo, perchè devo tenere Artu e non è semplice, considerando anche la mole, poi io perdo la super concentrazione che mi permette di non perdermi, anche se con il cane comunque tornerei a casa, ma non so più dove sto in quesi momenti, e per me è tremendo veramente.
I cani vanno tenuti al guinzaglio, sempre, e se si è su una spiaggia e si vuole lasciarli liberi, i vedenti dovrebbero accorgersi dell'arrivo di un cane guida con persona cieca attaccata, pertanto deve essere loro premura, ultra veloce, di rimettere il guinzaglio al proprio cane, fermo restando che in un centro abitato, per regolamenti vari, tutti cani con un padrone non possono stare sciolti.
La libertà? A volte non è solo una spiaggia e il mare di fronte, unica cosa che mi toglie la sensazione di un vuoto, o un baratro perenne, che mi perseguita da quando ho perso la vista, ma è anche camminare e sentire umani che tengono stretti i loro cani, rispettando non solo il passaggio di una persona che non vede, ma anche il lavoro straordinario a cui è sottoposto il cane guida.
Concludo quindi questa mia testimonianza di libertà, con un appello: mettete il guinzaglio, sempre, al vostro cane, grazie!

1 commenti:

  1. nel post "le scuole di addestramento..." c'è una importante testimonianza, commenti di erin e il suo cane, che come il mio artu, non tollera altri cani sciolti in strada, il suo blog lo trovate tra i links preferiti in questo sito, grazie laura raffaeli (blindsight)

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