Campagna Cane Guida Blindsight Project

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IL NOSTRO ADDESTRAMENTO (prima parte)

Come ho addestrato il mio cane guida? Comincio a dire, questa è la prima parte, e parlo di noi due in casa.
Forse è lui che ha addestrato me, sembra uno scherzo ma non lo è affatto!
Non nascere ciechi comporta un cambio di "dimensione" a cui non tutti si abituano subito ed è anche molto difficile farlo, perchè si è abituati ad usare gli occhi per il buon 90 per cento delle azioni che si compiono, quindi ritrovarsi senza visione può dare a volte la sensazione di essere morti, soprattutto se arriva dopo un trauma, ma non è certo la sindrome di Cotard che mi colpìi, semmai l'asfalto su un casco integrale introno al mio cranio, con il mio cervello scombussolato all'interno di esso.
Si torna a casa come chi torna da un naufragio durato secoli su un'isola deserta, almeno per me fu questa la
sensazione, e ci si deve abituare anche a nuove emozioni, ad un nuovo modo di percepire la realtà, che comunque non manca se solo ci si collega subito ad altri sensi, ammesso che siano rimasti intatti. Nel mio caso ho sviluppato un super olfatto, perchè l'udito pure è importante come senso, e se ci si ritrova con la metà di colpo, più una riduzione del tatto notevole dovuta a vertebre schiacciate, be ecco non è stato proprio facile per me, quindi mi rimaneva solo il fiuto, forse, un po' come i cani per l'appunto.
Artu era piccolo, aveva bisogno di cure, anche se sanissimo e perfetto, ma capì subito come stavo e come potevo percepirlo. L'odore di Artu lo sento ora dappertutto, mi manca se non lo sento, ma ormai lo sento sempre perchè non mi stacco più da lui da anni.
Se lui fa un casino bestiale se solo mi allontano è perchè sa bene come sto, è si sente responsabile da quando mi ha conosciuta: è come se avesse capito da subito che sarebbe stata l'unica creatura a farsi capire da me, ma anche a farmi capire le cose del mondo.
All'inizio mi sono attaccata al suo guinzaglio dentro casa, pensando di abituarlo a camminare con esso, mentre oggi posso dire che era lui che stava abituando e addestrando me a camminare di nuovo, anche senza vista, perchè all'inizio l'input di camminare è lo stesso di quando si è vedenti, però se si fa così si sbatte. Attaccata al guinzaglio ho imparato di nuovo a deambulare senza il panico che mi assaliva, anche se i vedenti e chi era intorno a me dubito se ne siano accorti.
Purtroppo sono capace a nascondere i miei stati d'animo quando sono di sofferenza, mentre non riesco mai a nascondere altro: Artu lo sapeva, mi sentiva quanto soffrivo dentro e, dopo le prime corsette e tiramenti vari, cominciò a camminare piano piano, tirandomi dove gli chiedevo, ad esempio "bagno", "stanza letto", ecc. Lui imparava l'italiano e un po' di romanesco, io imparavo la mia nuova vita.
Come tutti i cuccioli ha avuto il problema di imparare dove fare i suoi bisogni, ma sono stata fortunata perchè lo imparò con una persona che mi ospitò pochi giorni a casa sua, appena avuto Artu in regalo da un allevatore (che ancora ringrazio, compreso il veterinario che gli segnalò la mia situazione saputa da una parente). Ovvio che non è normale regalare un cucciolo a chi perde la vista pensando di aver regalato un cane guida, anche perchè il nuovo cieco potrebbe aver bisogno di più cure rispetto a quelle che invece deve avere il cucciolo stesso, ma nella mia vita sono successe molte cose controcorrente, diciamo "strane", quindi mi regalarono un cane guida neonato ;O)
Con Artu, ho imparato a non sbattere sugli sportelli aperti di un armadio, lui è sempre stato la mia ombra e, già da cucciolo, anche se senza guinzaglio per casa, si metteva avanti a me se c'era uno sportello o una finestra aperta, una sedia fuori posto e così via.
Imparai che ogni oggetto se non sta al suo posto è perso come la vista, ma anche che ogni oggetto fuori posto è un pericolo enorme per me, soprattutto se trattasi di qualcosa di grande, come una sedia ad esempio. Lui mi veniva a chiamare se suonvano alla porta e non sentivo, soprattutto se era mio figlio che aveva dimenticato le chiave ad esempio, o persone amiche (rare quest'ultime, perchè l'esodo in queste disgrazie è biblico).
All'inizio si metteva solo alla porta e faceva un gran casino, dopo qualche volta ha cominciato a comunicare con me anche per questo: mi tirava per i pantaloni o mi veniva in braccio, anche se io all'inizio pensavo alle feste... invece no, era un segnale ed imparai anche questa, così per il telefono. Una curiosità: Artu ogni volta che riavvio o accendo il pc, alla musichetta di windows mi viene sempre addosso, poi se vede lo schermo acceso se ne va a cuccia, sempre vicino a me di solito, altrimenti è come i bambini quando tornano i genitori a casa dopo il lavoro con qualche regalo.
Artu non mi ha mai dato problemi, semmai penso di avergliene dati io a lui, ad esempio ho dovuto moderare la mia temerarietà, ho dovuto imparare a dargli retta quando non voleva andare da una parte bensì nell'altra sicuramente meno piena di ostacoli più per me che per lui. Ha sempre dato la priorità alla mia incolumità piuttosto che alla sua, non so perchè e se è una prerogativa di tutti i cani che amano il proprio padrone, ma lui è stato un vero "mammo", e lo è ancora, soprattutto quando siamo in strada, ma ne parlo la prossima volta.
Volevo scrivere un libro su Artu e la mia vita con lui, poi ho preferito scrivere un blog, perchè mi piacerebbe anche che non fosse solo, visto che ha tanti colleghi, che spero si affaccino a dare almeno un saluto, quantomeno per dire ai vedenti che, almeno tra cani, un po' di solidarietà c'è, quella che spesso manca tra noi ciechi.
E' una realtà, io non mi lamento, dico la verità, ma spero cambi, almeno per le nuove generazioni, che mi auguro possano avere il loro cane, la loro autonomia, i loro diritti riconosciuti, quali ad esempio le letture e gli ausili.
Ho dimenticato in questa prima parte di dire una cosa importante: Artu quando io piango, piange con me, e in questo non mi è proprio di aiuto, anche se poi alla fine mi fa ridere e mi passa :O))

4 commenti:

  1. Cara Laura, sono cieco dalla nascita e anch'io, come te, ho vissuto la straordinaria esperienza di avere un cane guida. Gli otto anni con Lenia, così si chiamava il mio pastore tedesco, sono stati per me un periodo indimenticabile, soprattutto sul piano dell'autonomia. Lenia è stata la mia compagna inseparabile e fedele. Sai, credo le piacesse la musica: ogni volta che mi sedevo al pianoforte si metteva accucciata al mio fianco, rimanendoci anche per ore.
    Spero di leggere presto il seguito.
    Un abbraccio ed al tuo Artù,

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  2. ciao filippo, piacere di conoscerti! grazie per ciò che hai scritto, ma ora perchè stai senza cane? hai comunque aperto un argomento molto profondo, che vorrei non dover affrontare mai: il distacco dal cane, il nostro cane guida. spero a presto e grazie ancora, un caro saluto a te, laura

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  3. Cara Laura,
    non ho alcun problema a dirti di esser piombato alla morte del mio cane guida in una profonda depressione. Parenti e amici mi suggerivano di prenderne subito un altro… non ne sono stato capace, il suo ricordo era troppo forte e doloroso!
    Una buona autonomia dentro e fuori casa e l’immancabile bastone bianco poi ha fatto il resto.
    So comunque che la questione cane guida non è chiusa…
    Sono curioso di leggere come sei riuscita ad addestrare Artù.
    Sono d’accordo con te, I tempi di attesa per l’assegnazione di un cane sono a dir poco biblici!
    Quella che stai raccontando sul tuo blog è una bella storia… continua a scrivere!
    Un abbraccio.

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  4. penso ogni tanto che forse succederà anche a me di dovermi prima o poi staccare da artu, loro hanno una vita più corta della nostra, quindi comprendo lo stato depressivo in cui sei caduto dopo la perdita del tuo cane. ho scritto la seconda parte, ci sono cose forti, che però sono realtà, a cui spesso non solo noi donne e disabili siamo sottoposti.
    per le scuole di addestramento ne parlerò prossimamente, ma sai una cosa? sono comunque tutte legate ad un'unica organizzazione secondo me, anche quelle che gestiscono i fondi dei lyons a milano, perchè poi il discorso si chiude su noi ciechi: chi gestisce i ciechi italiani? almeno l'enorme gruppo di milioni di tesserati? decidono sempre loro a chi dare o non dare il cane, perchè per esperienza posso dirti di aver sentito di molti sgarri ai loro regolamenti, ad esempio cani assegnati a minorenni - anche se io sono molto d'accordo, ma i regolamenti vietano l'assegnazione ai minori - o comunque a persone che avevano appena fatto la richiesta, superando la coda di anni che subiscono molti ciechi, ma anche chi ha il cane senza aver fatto nessuna richiesta, solo una telefonata. caro filippo, mi stai aiutando molto, grazie! mi auguro che il mio racconto possa darti il coraggio di addestrarti un cane da solo, ovviamente con l'aiuto di un addestratore sarebbe molto meglio, ma avrai capito che per me è stata un'odissea, dalla quale sono uscita solo di recente, per questo mi piacerebbe che questo blog possa diventare più ricco di testimonianze, comprese quelle dei raccomandati, perchè comunque il cane queste cose non le considera proprio, e sarebbe il caso di farcfi conoscere, soprattutto quando si esce in strada. a presto, anche per posta se vuoi, ma qui è molto meglio: finora il libro sul cane guida lo stiamo scrivendo noi due, io addestrata da un cane e tu che lo hai perso, magari arrivasse la testimonianza di qualcuno che l'ha avuto addestrato e lo vive, un abbraccio forte, laura

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